restauri danneggiati

Restauri danneggiati: fino a che punto si può intervenire

Molti pazienti chiedono un appuntamento dal dentista per recuperare restauri danneggiati. I principali interventi per cui si “rimette mano” su un dente precedentemente restaurato sono: carie recidive, usura, scolorimento, perdita di materiale.

Riparare i restauri o sostituirli?

Sostituire completamente i restauri precedentemente trattati può causare delle complicazioni al paziente. Si può infatti verificare l’irritazione della polpa del dente o la rimozione di parti sane del dente stesso. È anche necessario considerare che questa tipologia di intervento è anche molto invasiva per il paziente.

Sui restauri danneggiati si possono dunque proporre al paziente dei trattamenti alternativi e meno invasivi:

carie e perimplantite
  • riparazione dei restauri;
  • sigillatura dei margini;
  • restauro del restauro.

Riparare un restauro danneggiato rispetto alla sua completa sostituzione ha molteplici vantaggi per il paziente:

  • non è necessaria l’anestesia;
  • sono necessarie poche sedute;
  • i costi sono contenuti.

Riparare i restauri danneggiati: è sempre fattibile?


In uno studio, pubblicato su JADA di novembre 2021, i ricercatori hanno valutato le principali variabili di riparazione dei restauri danneggiati rispetto alla sostituzione.

Un questionario di 15 domande è stato somministrato ai dentisti americani membri della Dental Association per un periodo di due settimane nel 2019. Sono state condotte analisi descrittive, bivariate e multivariate.
Dei 387 odontoiatri intervistati, l’83,7% ha dichiarato di riparare i restauri difettosi e il 16% ha dichiarato di sostituirli sempre.

I motivi che hanno portato i dentisti intervistati a rinunciare a riparare il restauro sono stati:

  • le dimensioni del difetto e l’estensione della lesione cariosa (42%);
  • esperienze negative precedenti (37,9%).

La frequenza di scelta di riparare i restauri danneggiati invece di rifarli integralmente è risultata maggiore. Di fatto l’esperienza personale negativa o il fallimento del trattamento riferito ai casi passati influenzano i dentisti sulla decisione di riparare o sostituire un restauro danneggiato.

In ogni caso l’odontoiatra valuterà la tipologia di trattamento in base alle specifiche condizioni cliniche di ogni paziente, solo in questo modo si può garantire il trattamento più adeguato al singolo caso clinico.