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Low Dose Medicine: nuove terapie farmacologiche per la parodontite

La parodontite è una delle patologie odontoiatriche più diffuse e spesso è associata ad altre patologie infiammatorie croniche. Una nuova terapia per la sua cura potrebbe derivare dalla Low Dose Medicine, sintesi di una nuova tecnica farmacologica che si sta facendo strada nella medicina.

Un nuovo approccio farmacologico per le patologie infiammatorie

La Low Dose Medicine è un nuovo approccio farmacologico che si basa sulla somministrazione per via orale di basse dosi di molecole biologiche utili a regolare e controllare le funzioni cellulari.

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A rendere possibile queste nuove terapie che aiuteranno a curare anche la parodontite è una nuova tecnologia farmaceutica basata sull’Attivazione Cinetica Sequenziale, SKA (Sequential Kinetic Activation), ossia sulla capacità del farmaco di base di rilasciare nel mezzo acquoso la propria attività farmacologica con concentrazioni inferiori di quelle considerate le minime efficaci.

Parodontite e Low Dose Medicine

In un’indagine del 2019 è emerso che la parodontite è una malattia infiammatoria diffusa in quasi la metà dell’intera popolazione mondiale adulta.

La parodontite a uno stadio avanzato interessa 743 milioni di persone nel mondo e rappresenta la causa più comune e diffusa della perdita dei denti.

L’edentulia però non è la sola conseguenza dell’infiammazione e del deterioramento del legamento parodontale. È infatti documentata la correlazione tra parodontite e altre malattie infiammatorie sistemiche come:

  • malattie cardiovascolari;
  • diabete di tipo 2;
  • obesità;
  • insufficienza renale cronica;
  • artrite reumatoide.
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Le cause della parodontite

In studi recenti è stato dimostrato che la placca gioca un ruolo importante nello sviluppo della parodontite, eppure non è l’unico fattore scatenante.

La componente genetica nello sviluppo della parodontite, ad esempio, è uno dei fattori su cui gli odontoiatri di tutto il mondo si stanno confrontando. Di recente infatti è stato dimostrato come il polimorfismo dell’interleuchina 10 possa aumentare il rischio di progressione della parodontite.

Altre variabili invece sono legate allo stile di vita, come:

  • fumo;
  • alcool;
  • alimentazione scorretta;
  • scarsa igiene orale;
  • stress;
  • carenza di vitamine.

Il nuovo approccio terapeutico

In una recente ricerca è stata sperimentata la low dose medicine con l’Attivazione Cinetica Sequenziale (SKA) proprio dell’interleuchina 10 finalizzata al controllo della patologia infiammatoria cronica causata da parodontite.

Ai pazienti inseriti nel campione della sperimentazione è stata somministrata interleuchina-10 low dose con 20 gocce 2 volte/dì per 3 mesi. Nei sei mesi successivi il medicinale low dose è stato somministrato a mesi alterni e, infine, per un mese in occasione della visita di controllo.

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I risultati della low dose medicine sulla parodontite

Al termine della terapia con low dose medicine la profondità della tasca parodontale è passata dai valori iniziali compresi fra 6 e 8 mm a valori inferiori a 3 mm.

Si è inoltre registrata una riduzione dei batteri patogeni al di sotto del 2%, sia al termine della terapia, sia in occasione dei follow-up a 1 e 2 anni.

Questa terapia sembra dunque aprire un’alternativa alle terapie con antinfiammatori, i FANS, la cui assunzione per periodi prolungati espone comunque il paziente a effetti collaterali.

Grazie all’utilizzo di interleuchine low dose SKA è possibile controllare i processi infiammatori cronici e non solo quelli legati alla parodontite.