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Dente compromesso: va curato o sostituito?

Un dente compromesso è spesso fonte di un dilemma: curarlo o sostituirlo? La risposta non è purtroppo riportata nei manuali di odontoiatria, perché non esiste una risposta assoluta a questa domanda: davanti a un dente gravemente malato è l’esperienza clinica dell’odontoiatra a rispondere, in relazione al singolo paziente.

Sostituire i denti solo quando è indispensabile

L’estrazione di un dente compromesso era una pratica molto comune nell’odontoiatria di qualche decennio addietro. Con l’odontoiatria moderna e soprattutto grazie alle innovative tecniche e strumentazioni introdotte, estrarre un dente anche se gravemente malato è diventata l’ultima alternativa dell’odontoiatra.

Oggi è possibile curare un dente compromesso, anche gravemente, e rimandare più a lungo possibile la sua estrazione.

dente devitalizzato

Dente compromesso: perché curarlo

I denti naturali sono un bene prezioso e conservarli è una priorità anche per l’odontoiatra. L’implantologia oggi ha raggiunto livelli altissimi e le percentuali di successo e di sopravvivenza degli impianti continuano a crescere; nonostante questo però, possono esserci delle complicazioni dovute ad altre patologie o può accadere che la durata dell’impianto sia inferiore all’aspettativa di vita del paziente.

In pazienti affetti da parodontite, ad esempio, il fallimento implantare a causa di una perimplantite potrebbe essere più probabile e dunque estrarre un dente compromesso a favore dell’inserimento di un impianto è comunque rischioso.

Per questi motivi è sempre meglio ritardare il più possibile l’inserimento degli impianti dentali, salvo casi di estrema necessità e in assenza di alternative valide.

La valutazione del singolo caso clinico

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A guidare l’odontoiatra in una scelta così complessa come quella di sostituire o curare un dente compromesso è senz’altro la sua esperienza clinica.

Ogni caso clinico infatti può presentare le sue complessità. Se per salvare un dente compromesso, ad esempio, fosse necessario limare altri due denti naturali per inserire un ponte, a quel punto è molto probabile che l’odontoiatra possa optare per l’estrazione del dente e l’inserimento dell’impianto.

Salvaguardare i denti sani resta sempre e comunque una priorità.

Il rapporto di fiducia con il proprio odontoiatra è in questi casi fondamentale: un odontoiatra che conosce la storia clinica del paziente sarà sempre in grado di fornire tutte le informazioni sulla situazione, valutare le terapie, consigliare e guidare il paziente verso la soluzione migliore per il suo specifico caso.