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Vitalità pulpare: come si esegue la diagnosi

In campo medico, e in particolare nel settore odontoiatrico, la diagnosi è una delle fasi più importanti della terapia. Per i trattamenti endodontici, ad esempio, il test della vitalità pulpare è fondamentale per programmare una cura specifica.

La terapia endodontica

L’endodonzia è quel settore dell’odontoiatria che si occupa della morfologia, della fisiologia e della patologia della polpa dentale, così come è stata definita dall’American Association of Endodontists, nel suo “Quality Assurance Guidelines” pubblicato nel 1987.

Il trattamento endodontico si compone di tre fasi:

  • diagnosi;
  • fase preparatoria: detersione e pulizia dell’area infetta;
  • sigillo dell’area interessata.

Le tre fasi sono strettamente correlate tra loro, quanto più è accurata e precisa la fase diagnostica, maggiore sarà la probabilità di successo della terapia.carie odontoiatria conservativa

Esami clinici

La vitalità pulpare rappresenta lo stato di salute della polpa del dente e serve a stabilire se il dente è ancora “vivo”. Talvolta il solo esame oggettivo e la storia clinica del paziente non sono sufficienti a stabilire lo stato del sistema pulpo-dentinale.

Esistono dei test clinici specifici per misurare la vitalità pulpare, parametri utili a comprendere quali trattamenti portare avanti e quali eventuali controindicazioni ci potrebbero essere.

Un’accurata diagnosi si compone di una valutazione extraorale, un’analisi del cavo orale e dei test clinici specifici.

Esame clinico extraorale

L’esame clinico extraorale prevede la valutazione rispetto a sintomi presenti all’esterno del cavo orale:

  • gonfiori;
  • asimmetrie facciali;
  • dolore;
  • gonfiore dei linfonodi del collo.

 

scanner digitale intraorale

Esame intraorale

L’esame del cavo orale prevede la valutazione complessiva della bocca:

  • presenza di lesioni delle mucose;
  • gonfiore alle gengive;
  • presenza di carie o infezioni;
  • presenza di fratture o microfratture.

Test della vitalità pulpare

I test clinici per l’esame della vitalità pulpare sono la parte specifica relativa allo stato della polpa del dente. Il test può essere eseguito con diverse modalità di seguito descritte.

Test con stimoli termici: freddo

Per eseguire il test con stimolo freddo viene utilizzato il cloruro di etile allo stato liquido, una sostanza che se vaporizzata raggiunge temperature comprese tra i -10° e i -25°. Il dente da esaminare viene trattato con batuffolo di cotone imbevuto di cloruro etile e si valuta la reazione del paziente in base alla sensibilità termica. Il test si esegue in modo comparativo, la stessa operazione ripetuta su un dente sano determina l’effettiva ipersensibilità del dente malato.

Test con stimoli termici: caldo

Anche questo test si basa su uno stimolo termico e su un sistema comparativo. Per il test si utilizza della guttaperca calda, in un dente sano si ha solo la sensazione del calore che svanisce quando la fonte viene allontanata. Se il dente è affetto da pulpite il dolore può essere fortissimo e persistente, anche dopo l’allontanamento della fonte di calore.

Test con stimoli elettrici

test vitalità del dente

Questo tipo di test non può essere effettuato su pazienti portatori di pacemaker, si basa infatti sulla trasmissione di corrente elettrica verso la polpa del dente per verificarne la vitalità. In assenza di dolore la vitalità pulpare è assente, il dente dunque potrebbe essere necrotico e quindi “morto”.


I test sopraelencati potrebbero comunque essere falsati dalle risposte soggettive del paziente ai diversi stimoli. Basandosi su stimoli e percezione comparativa potrebbe capitare che il paziente non evidenzi con chiarezza il dolore. Esistono dunque altri testi che si basano sulla rilevazione del flusso sanguigno all’interno della polpa, utile a valutare con certezza la vitalità pulpare.


Test della flussimetria laser- Doppler

Il test consiste nell’utilizzare un raggio laser verso il dente, il raggio devia nel momento in cui il fascio di luce si scontra con dei globuli rossi, in questo modo si determina la vitalità pulpare attraverso il flusso sanguigno della polpa.

Test della pulsossimetria

Con quest test invece si misura l’emoglobina e dunque la quantità di ossigeno presente, utile a determinare la vitalità della polpa del dente.

Questi test clinici prescindono dunque dalla percezione e dalla risposta del paziente, vengono dunque considerati più attendibili, anche se il test tradizionale dello stimolo termico a freddo mantiene la sua validità ed è ritenuto il più attendibile tra i test classici.